Quante fiches si danno a poker: il poker, come tutti i giochi, dovrebbe essere giocato e frequentato solo da gentiluomini, ma la storia e la realtà raccontano che spesso non è così. Dunque, giocare con il denaro sul tavolo diventa a volte sconveniente e in altri casi addirittura rischioso.
E di conseguenza si è trovata una soluzione: uno strumento che di per sé non ha valore, se non all’interno del gioco, ovvero le fiches poker.
Ecco qui tutto quello che c’è da sapere sulle grandi protagoniste di ogni partita che si rispetti.
Fiches o fish?
Cash games: quante fiches per giocatore.
Tornei: stack iniziale e struttura dei bui.
Partita a casa: come dividere un set da 300/500.
Tabella colori e valori standard.
Fiches o fish?
Come nel caso di bluffare o bleffare, meglio partire da una domanda che si fanno in molti e che ha una risposta decisamente univoca: si scrive fiches o fish? Ovviamente la versione esatta è la prima, fiches, che però, a causa della pronuncia italiana del termine francese, viene storpiata fino a diventare fish.
Che però, giova ricordarlo, nel poker significa tutt’altro. Il termine fish viene infatti utilizzato per indicare un giocatore non forte o alle prime armi, che fa spesso errori di gioco e che quindi a lungo andare perde denaro.
Da dove ha origine la parola fiches
Dunque, si dice fiches, termine (plurale) mutuato dal francese, in cui la “fiche” è un foglio di carta rigida su cui registrare informazioni. Quindi il valore della puntata, per non utilizzare denaro reale durante il gioco, veniva scritto su pezzi di carta, che poi nel corso dei secoli sono arrivati a diventare i classici gettoni di plastica utilizzati al giorno d’oggi.
Ah, ultima annotazione linguistica: nel gergo pokeristico, il termine inglese per definire una fiche è chip (plurale, chips).
La domanda successiva è quante fiches bisogna avere all’inizio di una partita. Ma qui la risposta varia, a seconda se si parla di un cash game o di un torneo.

Cash games: quante fiches per giocatore
Nel cash game, per definizione, il giocatore può decidere autonomamente la dimensione del suo stack e può effettuare dei re-buy in ogni momento. L’unico vincolo reale sta nel minimo e nel massimo del buy-in della partita, che solitamente è rappresentato rispettivamente da 20 e 100 big blind.
Dunque, in un cash game il numero delle fiches che ogni giocatore ha all’inizio della partita può tranquillamente variare.
Tornei: stack iniziale e struttura dei bui
Quando però si gioca un torneo di poker, la questione cambia parecchio, per un paio di motivi principali. Il primo è che in un torneo tutti i giocatori partono con lo stesso stack e quindi con lo stesso numero di fiches. Che non rappresentano però, a differenza dei cash game, un vero e proprio valore in denaro, perché la struttura a premi dei tornei non è fatta per convertire il proprio stack in soldi reali.
Anzi, se si viene eliminati al tavolo finale di un torneo si rimane con 0 fiches, ma al contempo si ottiene quasi sempre un premio, dunque non c’è correlazione tra le due cose. Ma nei tornei c’è anche un altro elemento che influisce sullo stack iniziale, ovvero la struttura dei bui. I tornei sono infatti divisi in fasi, che possono essere a tempo o dipendere dal numero di giocatori ancora attivi. E all’inizio di una nuova fase, i bui aumentano, fino a diventare anche 200 volte maggiori di quelli iniziali.
Dunque, è consuetudine cominciare un torneo con stack molto profondi (anche centinaia di migliaia di fiches), ben sapendo che non si sta rappresentando denaro reale.
Partita a casa: come dividere un set da 300/500
Se quindi l’intenzione è quella di organizzare una partita di poker a casa, bisogna intanto sapere di che tipologia di partita di giochi di poker si parla e poi valutare di conseguenza il numero di fiches da utilizzare.
Partiamo dai cash game, dove è fondamentale il numero dei giocatori. I set di fiches casalinghi sono infatti solitamente da 300 o da 500 fiches. Un cash game in casa fino a 6 giocatori può essere gestito abbastanza tranquillamente con un set da 300, ma se il numero dei partecipanti aumenta, diventa necessario passare al set da 500.
Il numero di fiches per il buy-in massimo dovrebbe essere di circa 50, con almeno una decina di fiches di bassa denominazione per pagare le blind e una buona porzione di fiches medie, che serviranno principalmente per puntate e rilanci.
Su un buy-in di 100 euro, una buona struttura potrebbe essere 10 fiches da 1 euro, 10 fiches da 5 euro e 2 da 25.
Discorso diverso per i tornei casalinghi, con un numero di fiches di partenza comune a tutti i partecipanti. A causa della struttura dei tornei, però, con l’aumento dei bui, conviene utilizzare comunque un set da 500 anche se il torneo non supera i 6 partecipanti.
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Tabella colori e valori standard
L’ultimo ragionamento necessario è quello sui colori e sul valore delle fiches. I set casalinghi solitamente presentano fiches di 4 colori e sta a chi organizza la partita stabilirne il valore. Nella maggior parte dei casi si utilizza il rapporto cromatico classico, ovvero bianco per la fiche di minor valore, seguita dal rosso, dal verde e dal nero.
Se invece ci sono più colori, solitamente si inserisce il blu tra rosso e verde, mentre il viola e il giallo sono le fiches di valore superiore. Già, ma quanto vale ogni fiche? Qui si torna al discorso della differenza tra cash game e torneo.
Nei cash game, il valore delle fiches dipende da quello dei bui. Se si gioca una partita 1€/2€, è logico che la fiche dal valore più basso valga 1 euro. E considerando che il buy-in massimo in questo caso è solitamente di 200 euro, la scala potrebbe essere bianco=1, rosso=5, verde=25, nero=100, con la possibilità di inserire il blu=10.
Nei tornei invece sarà necessario far valere di più le fiches, o almeno organizzarsi affinchè con il salire della struttura dei bui ogni colore cambi valore.
Quante fiches si danno a poker - FAQs
D: Si scrive fiches o fish?
R: Si scrive fiches, termine che deriva dal francese. La storpiatura in fish è data dalla pronuncia italiana della parola.
D: Cosa significa invece fish nel poker?
R: Il termine fish nel poker significa tutt’altro, perché indica un giocatore di scarso valore o con poca esperienza, che tende a perdere soldi quando gioca.
D: In una partita di poker si parte tutti con le stesse fiches?
R: Dipende dalla tipologia. In un torneo tutti i partecipanti partono con lo stesso numero di fiches (che però non hanno un valore economico), mentre nei cash games si ricevono diverse quantità di fiches a seconda della dimensione del buy-in o del re-buy fatto e queste fiches hanno un valore economico.
D: Quali sono i colori classici per le fiches?
R: I colori classici sono bianco, rosso, verde e nero, ma nei diversi set per partite casalinghe questa scala cromatica può variare.
D: Quante fiches si usano per una partita casalinga?
R: I set in vendita di solito sono da 300 o 500 fiches, con i primi che possono bastare per una partita con massimo 6 giocatori, per poi dover passare a quelli da 500.
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